Sama prawda! Tutto vero!

Sama prawda!                                                                                                                           Czytajcie, czytajcie, czytajcie … o mnie!http://polacywewloszech.com/2013/12/ania-z-marche/Potem czekam na komentarze jak nie tu to na facebooku. Tutto vero!                                                                                                                                   Un articolo su di me!… ma in polacco, pubblicato da un blog “Polacchi in Italia”Ecco la mia traduzione:                                       Anna, raccontaci come e in quale circostanze hai deciso di abitare in Italia e precisamente nelle Marche? Di che cosa ti occupi quotidianamente?

Abito in Italia da più di 13 anni. La decisione di abitare in questo paese è “stata presa a rate”. Quasi vent’anni fa ho conosciuto il mio attuale marito, “italiano vero”. Finché studiavamo tutti e due, ognuno nella sua città, lui a Perugia, io a Varsavia, stavamo valutando la possibilità sia di mio trasloco in Italia, come del suo in Polonia. L’offerta di lavoro, fatta a mio marito proprio nelle Marche, ha preso la decisione per conto nostro e abbiamo messe le radici qui. In questo modo sono stata trascinata nella vita italiana, ancora non conoscendo la lingua. Oggi mi è difficile a rispondere di che cosa mi occupo. Da poco ho cominciato a scrivere il mio blog, che mi ha coinvolta totalmente. Da anni svolgo le traduzioni polacco-italiane. Sono la bibliotecaria part-time. Da ottobre faccio il catechismo ai ragazzi della prima elementare. Da sei mesi circa collaboro su un progetto molto “appetitoso” per diffondere sul mercato mondiale (principalmente in Polonia) del cibo italiano – eccellenze selezionate da marchio Yumbria! , provenienti dalla tradizione umbra. Ci sto mettendo il cuore e a breve sul mio blog troverete le informazioni su questa “golosa” missione. Principalmente invece sono la moglie e madre 24 su 24.

Dove hai imparato l’italiano? E’ stato difficile ad ambientarsi?

La lingua ho imparato qui in Italia. Sono autodidatta e ne vado fiera. Al inizio, con mio marito comunicavamo in inglese. Bisogno di parlare con “nativi” mi ha costretta di imparare questa bellissima lingua. Ci sono tanti elementi che mi hanno dato una mano ad impararlo. Innanzitutto la televisione accesa tutto il giorno, mi faceva capire le semplici parole …grazie alla pubblicità. La madre di mio marito, anche se lontana 150km, mi spiegava qualsiasi dubbio io avessi, semplicemente al telefono. La stessa pazienza d’angelo aveva la mia prima amica italiana – Lucia. Ma “alto livello” della mia parlata devo all’agenzia assicurativa Generali, dove ho imparato gli investimenti finanziari e polizze sia in italiano corretto, che in dialetto.

Non pensavo che sarebbe così dura di adattarsi in Italia. Sono la persona aperta, elastica, pacifica. Però ci sono “cascata dal cielo” qui, sola soletta. Mio marito dalla mattina alla sera lavorava. Non avevamo vicino nessuno dei parenti, ne amici, tutti e due eravamo nuovi qui. Avevo solo simpaticissime vicine di casa, peccato che avevano più di settanta anni e nessuna parlava inglese. Speravo di conoscere i compaesani nell’esilio, ma anche questo avvenuto dopo ben 2 anni. Penso che il mio legame con la famiglia mi ha creato più difficoltà in terra straniera. Con la mamma finora mi lega il “cordone ombelicale”. Devo anche aggiungere, che al epoca non c’era internet, skype, e-mail. Il fax era una novità e le chiamate internazionali costavano una tombola. Ecco perché la separazione, se solo con la mia adorata sorella, era per me molto difficile…

Quale aspetto della vita in Italia ti piace di più. Secondo te è più facile vivere in Italia? Che cosa ti irrita qui invece?

A questa domanda mi sarà difficile a rispondere. Non sono venuta in Italia ne per fare carriera, ne per il guadagno, ne perché mi piace il clima. Sono venuta qui per amore. Io non ho sognato mai partire per Italia. Qui proprio avevo tutto “in salita”. A Varsavia lavoravo in un studio legale, mi sono laureata, volevo procedere con la specializzazione. Viaggiavo il mondo. Non avevo i problemi finanziari e non sono partita al estero per cosi detta “pagnotta”. Ai emigranti come me, a molto difficile; così penso. Maggior parte dei Polacchi scappa dalla disoccupazione e lavora in Italia come la badante o il camionista. Italiani non conoscendoti, prendono estranei per i poveracci, pensano che siamo venuti tutti dal terzo mondo per guadagnare nel loro sistema. E questo mi irrita!!! Ma quando ti conoscono finalmente, sei apprezzato, presentato ai altri. Marche è una regione d’Italia molto particolare, perché la gente qui è molto chiusa. Per entrare nelle loro grazie bisogna guadagnarsi la loro fiducia o essere presentati dai parenti. Marchigiani non si fidano. Sono famosi però in tutto il mondo per la produzione delle scarpe. E qui che si trovano le fabbriche dei famosi marchi: Prada, Tod’s, Hogan, Loriblu, Alberto Guardiani, Bikkemberg, Paul Frank, Andrea Montelpare. Si può impazzire guardando vari modellinei outlet di zona e questi andranno di moda solo fra un anno. Qui in Italia ho imparato fare caso alle scarpe, all’altezza del tacco, alla forma e al materiale di cui sono state fatte. E’ proprio qui, come a Hollywood, la gente ha scaffali pieni di varie calzature. Nei ultimi anni ho imparato l’arte del abbinamento delle scarpe per ogni occasione, e cambiarle al meno tre volte al giorno.

Tanti di nostri lettori polacchi ci chiedono: “conviene vivere in Italia?” Che ne pensi?

Penso che non si può dare la risposta unica e chiara. Tutto dipende da che ambiente provieni. Ho conosciuto tanti Polacchi, che hanno dovuto partire dalla Polonia, perché non trovavano lavoro, oppure questo che guadagnavano non bastava per vivere. Questa gente lavorando in Italia e guadagnando in euro, spediva gli soldi alla famiglia in Polonia e bastava da vivere per qualche mese. Io, vengo da Varsavia, avendo lì buon lavoro, non sentivo nessuna mancanza o povertà. La mia situazione economica non era cambiata al estero. I tempi però sono cambiati, si parla della crisi in mondo. In Italia se la risente. L’attuale disoccupazione è galoppante.

Hai amici polacchi nella tua città? Come trascorrete il tempo, organizzate gli incontri o le feste?

Ho due amiche qui in Italia: Ania eKasia, ma abitano lontano. Ognuna di noi ha un marito Italiano e i nostri figli mischiano la lingua polacca e italiana in modo buffo. Si scoppia di risate quando sentiamo: wiedziòrka e non wiewiòrka (sa dove buco e non scoiattolo), cantatrice non cantante, słonik, a nie słownik ( elefante e non dizionario).

Ci incontriamo tante volte l’anno e spesso ci sentiamo telefonicamente. Ci vediamo per le feste, spezziamo l’ostia. Approfittiamo delle vacanze festive, compleanni o vacanze estive per assaggiare tipiche pietanze come: gołąbki, pierogi lub makowiec. Con loro ho le relazioni “fraterne” Ci invitiamo ai battesimi, matrimoni, comunioni. Ci diamo i consigli, scambiamo esperienze, condividiamo le novità. Loro mi fanno sapere quando i biglietti aerei per la Polonia costano meno… passa parola.

Un anno fa invece ho conosciuto due ragazze polacche, Alice e Cecilia, che hanno le sue famiglie polacche qui. Nelle loro case si parla polacco e vive in polacco. Ci offriamo prelibatezze portate dalla patria: ptasie mleczko, kiszona kapusta, pasztet fatto in casa, tutto ciò che non troviamo nel negozio italiano. Ci scambiamo i ricordi della gioventù polacca.

Da poco che scrivi il tuo blog bilingue! Raccontaci qualcosa in più, a chi è indirizzato, che temi ti interessano?

Si, il mio blog è molto fresco, giovane. Mi ha incoraggiato a scriverlo la mia amica polacca che abita nei Stati Uniti – professoressa di polacco. Scambiando le mail con lei o parlando su skype, mi chiedeva sempre com’è la mia vita italiana. Come con lei, scrivo anche con tante altre persone e le domande si ripetono. Vado a trovare i parenti in Polonia al meno una volta l’anno e ogni volta la gente mi chiede le stesse cose. Ho pensato allora, che scrivendo mio blog, risponderò a tutte le domande con un colpo.

Vi state allora chiedendo, perché scrivo anche in italiano? Ho tanti amici italiani, che sapendo, che scrivo il blog in polacco, volevano sapere cosa scrivo su di loro, se scrivo male di loro, se prendo in giro le loro abitudini. Visto che facevo la traduzione per “3 gatti”, tanto valeva la pena di pubblicare il testo. Mio profilo facebook è pure in due lingue. Appena mi scordo di mettere il commento in qualche lingua, mi arriva un cicchetto. Ecco da dove viene l’idea di scrivere blog italo-polacco. Devo aggiungere anche che così come i Polacchi sono curiosi della vita italiana, così anche Italiani della polacca. I temi su blog sono pressi dalla mia vita, come le vedo io. Cerco di innamorare Italiani in Polonia e vice versa.

La tua regione sarà al centro del blog, o vuoi scrivere su tutto che legato con Italia?

Voglio scrivere delle mie esperienze. So che la vita al nord e sud è molto diversa. Sembra quasi di vivere in due stati diversi. Cercherò di scrivere principalmente sulla vita nelle Marche e in Umbria, perché ho un contatto vero e proprio. Ci sono tanti blog che scrivono d’Italia, allora non mi intrometto nelle altre regioni… devo lasciare qualcosa ai miei colleghi blogger. In silenzio vi devo ammettere, che scrivendo sulle Marche vorrei invogliare i lettori a scoprire questo territorio. E’ una terra sconosciuta! Ha le montagne e il mare, le sue tradizioni e specialità culinarie, le meraviglie della natura e tecnologia, e invece sconosciuta, sta nell’ombra delle altre regioni più famose. Non so se questa terra non sa o non vuole uscire alla luce del giorno.Al centro del mio blog voglio dare spazio anche alla Polonia e mia adorata Varsavia. Alle nostre tradizioni e cultura, che sorprendono Italiani che si incontrano con loro.

Ultimamente nascono tanti nuovi blog che parlano d’Italia, secondo te è un buon segno? Secondo te, qual’è la “ricetta” per non ripetere e scrivere in modo interessante?

Quando ho cominciato di scrivere il mio blog sul Italia, non mi interessava se qualcuno lo sta già facendo. Scrivevo e basta! Dopo qualche mese ho cominciato di “spiare” come lo fanno gli altri. Proprio in questo modo ho capito, che mio sito è diverso, non c’è un altro bilingue. Questo è forse la ricetta: scrivere cosi “da dentro”. Si capisce, che i blog che non saranno interessanti, non saranno visitati e moriranno della morte naturale. Le pagine amate e lette avranno il suo pubblico e il bloger avrà voglia di scrivere. Per me più ci sono persone che leggono più ho voglia di continuare. Al inizio ero timida, avevo paura della critica. Ho segnalato mio link solo alla famiglia e anime buone. Ho chiesto di dare la critica più cattiva possibile, per poter correggere quello che non piace… e solo ora sono uscita allo scoperto. Ogni articolo mi insegna quali sono i gusti dei miei lettori. Penso che anche questa è una ricetta per un buono blog.

Visto che si avvicinano le feste natalizie, quale regalo raccomanderesti, a chi vorrebbe approfondire la cultura italiana? Hai i libri o film interessanti da consigliare per le serate invernali?

I film e i libri ci sono tanti però maggior parte in italiano e non accessibili a tutti. Io vi propongo brevi cartoni animati per i bambini e adulti, sono molto semplici anche se in italiano, ci insegnano come cucinare le pietanze italiane. L’oca bianca “Cuocarina”, cantando per due minuti insegna le ricette tradizionali per fare in famiglia. Basta cercare in internet i filmati CUOCARINA, e divertimento avranno i grandi e piccini.

Per rimanere in atmosfera natalizia vi consiglio CANZONI DI NATALE IN ITLIANO. Ci saranno circa 20 minuti per un orecchio affamato di lingua italiana.

Grazie mille per la intervista.

Anch’io ringrazio molto e invito gli amanti “dell’aria italiana” sul mio blog.

www.plorit.wordpress.com

A chi piacerà e lo clicca – il mio profilo su facebook – Anna’s Blog Plorit https://www.facebook.com/blogdianna sarà aggiornato tempestivamente sui nuovi articoli scritti da me e non solo.

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4 thoughts on “Sama prawda! Tutto vero!

  1. Aniu, czytam i jestem zachwycona! Od dawna urzeka mnie Twoja energia i bezpośredniość, dziwię się, że miałaś trudności z aklimatyzacją 🙂 Doczytałam do połowy, idę dokończyć obiad i wracam tu za chwilę ze świeżutką kawą! Ach, pasjonująca opowieść!
    (będę wdzięczna za podesłanie info o tej firmie Yumbria)

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  2. Aniu! Ja tez bylam zaskoczona i nie rozumialam, co jest ze mna nie tak, ze nie moglam z nikim znalezc wspolnego jezyka. 🙂 🙂 🙂 Dziekuje, ze chcesz jeszcze czytac te moje opowiesci “dziwnej tresci” Napisalabym jeszcze wiecej o tych moich przebojach tu w Italli, ale nie chce zanudzac. O Yumbri Aniu napisalam Ci na FB na priv 🙂

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